Il patrimonio eno-gastronomico italiano è una risorsa preziosa per il nostro territorio: in Italia “si mangia e si beve bene”, questo è un dato di fatto. Le persone che visitano per piacere o lavoro la nostra Penisola si innamorano dei sapori e dei profumi della nostra tavola e, una volta rientrati a casa, cercano diverse soluzioni per acquistare prodotti tipici italiani.
Aprire un negozio di cibo online è senza dubbio un’opportunità di business.
I dati pubblicati nello European E-commerce report 2022 mostrano una crescita continua e costante degli shop online dal 2017 in poi, con un’accelerazione notevole negli anni della pandemia: nel 2021 il 15% degli utenti che in Europa acquistano online hanno comprato prodotti del settore drink & food. Una percentuale notevole che potrebbe ancora crescere.
Aprire un e-commerce alimentari non è complesso, bisogna però prestare attenzione alle normative specifiche che regolano la vendita di alimenti online, più articolate rispetto a quelle del settore non-food.
In questo articolo vediamo insieme come gestire un e-commerce alimentari a norma di legge per vendere online i tuoi prodotti, rispettare i clienti e tutelare il tuo business.
CONTENUTO DELL'ARTICOLO
- 1 Cosa s’intende per e-commerce alimentari
- 2 Normative italiane ed europee per il negozio online di alimenti
- 3 Vendere cibo online, cosa prevede il Regolamento Europeo 1169/2011
- 4 Vendita prodotti alimentari on-line, cosa prevede il Decreto Bersani
- 5 Regole sull’etichettatura e informazioni al consumatore
- 6 Logistica e spedizione del processo di vendita online di cibo
- 7 Gestione del reso per prodotti alimentari
- 8 E-commerce prodotti alimentari e privacy
- 9 Supera le barriere legali per l’apertura del tuo e-commerce di alimentari con Legal for Digital
Cosa s’intende per e-commerce alimentari
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La definizione di e-commerce alimentari tratta da Treccani è
“La transazione e lo scambio di beni e servizi effettuati mediante l’impiego della tecnologia delle telecomunicazioni e dell’informatica (Internet, Intranet, personal computer, televisione digitale ecc.)”
L’e-commerce alimentare può essere definito come un’attività commerciale che sfrutta le tecnologie digitali e di telecomunicazione, come Internet, per la vendita a distanza di prodotti alimentari. Questo tipo di commercio include non solo la vendita di alimenti imballati e deperibili, ma anche una vasta gamma di prodotti legati al settore alimentare.
In un contesto di e-commerce alimentare, è possibile trovare una varietà di prodotti che vanno da alimenti freschi, come frutta, verdura, carne e pesce, a prodotti confezionati, come snack, bevande e prodotti da forno. Inoltre, questo settore copre anche la vendita di prodotti alimentari specializzati, come cibi biologici, vegani, senza glutine o prodotti tipici di specifiche culture culinarie.
Oltre alla semplice transazione di beni, l’e-commerce alimentare può includere servizi aggiuntivi come la consegna a domicilio, la possibilità di personalizzare ordini o abbonamenti per consegne regolari, e l’offerta di consigli e ricette. Questo tipo di commercio online ha guadagnato una notevole popolarità, permettendo ai consumatori di accedere a una vasta gamma di prodotti alimentari da tutto il mondo comodamente da casa loro.
Inoltre, l’e-commerce alimentare richiede una gestione attenta e conforme alle normative vigenti in termini di sicurezza alimentare, etichettatura, conservazione e trasporto dei prodotti, soprattutto quando si tratta di alimenti freschi o deperibili. La trasparenza nelle informazioni sui prodotti e la protezione dei dati dei clienti sono altrettanto fondamentali in questo settore.
Normative italiane ed europee per il negozio online di alimenti
Non abbiamo a disposizione una normativa univoca che regoli la compravendita di prodotti alimentari online e dobbiamo quindi fare a riferimento a diverse leggi che, per praticità, dividiamo in due gruppi.
Normative che regolano la vendita online in generale:
- le disposizioni del Codice civile per la conclusione dei contratti a distanza;
- le norme relative alle vendite tramite strumenti informatici;
- la normativa sulle comunicazioni pubblicitarie;
- la regolamentazione sulla vendita a distanza;
- le leggi applicabili alle attività di impresa;
- le normative europee,
- il GDPR.
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Normative specifiche per gli e-commerce alimentari
Certamente, posso delineare un quadro generale riguardo le normative italiane ed europee per l’e-commerce alimentare. Questa panoramica può essere utile come punto di partenza per una ricerca più approfondita e specifica:
Sicurezza Alimentare
- Regolamento (CE) n. 178/2002: stabilisce i principi generali e i requisiti della legislazione alimentare, i principi della sicurezza alimentare e stabilisce l’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA).
- Regolamento (CE) n. 852/2004: specifica le norme sull’igiene dei prodotti alimentari, richiedendo che gli operatori del settore alimentare garantiscano che tutti gli stadi della produzione, della trasformazione e della distribuzione degli alimenti siano sicuri.
Etichettatura e informazione al consumatore
- Regolamento (UE) n. 1169/2011: riguarda l’informazione dei consumatori sui prodotti alimentari, richiedendo etichette chiare che includano dettagli come ingredienti, allergeni, quantità netta, condizioni di conservazione, e origine del prodotto.
- Legislazione Italiana: in Italia, le norme sull’etichettatura e informazione al consumatore sono integrate e conformi ai regolamenti europei, con possibili specificità nazionali.
Tracciabilità dei Prodotti
- Regolamento (CE) n. 178/2002: impone l’obbligo di tracciabilità in tutti gli stadi della produzione, trasformazione e distribuzione degli alimenti. Gli operatori devono essere in grado di tracciare da dove provengono e dove vanno i loro prodotti.
- Sistemi di gestione della qualità: anche se non sempre obbligatori, sistemi come l’HACCP (Hazard Analysis and Critical Control Points) sono consigliati per garantire la gestione del rischio e la sicurezza alimentare.
Vendere cibo online, cosa prevede il Regolamento Europeo 1169/2011
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Gli obiettivi del Regolamento Europeo sono due:
- tutelare la salute dei consumatori attraverso una diffusione corretta della cultura alimentare;
- garantire il diritto all’informazione del consumatore.
Secondo il Regolamento Europeo, la vendita di prodotti alimentari online è uguale a quella effettuata in un negozio fisico, di conseguenza il consumatore finale deve avere a disposizione tutte le informazioni sui prodotti come se potesse leggerne l’etichetta completa.
Quando ci muoviamo in un ambiente digitale, dobbiamo fornire agli utenti le informazioni sui prodotti sia prima dell’acquisto, sia al momento della consegna.
Per questo motivo, sui siti di e-commerce alimentari dobbiamo redigere le schede prodotto, un supporto imprescindibile della vendita online.
Cosa deve contenere una scheda prodotto?
Le informazioni obbligatorie che deve contenere una scheda prodotto completa e trasparente riguardano:
- le indicazioni relative all’utilizzo sicuro degli alimenti come la composizione dei prodotti, le condizioni di conservazione, la data di scadenza, l’impatto sulla salute, gli eventuali allergeni;
- l’identità, la composizione e le proprietà degli alimenti;
- le caratteristiche nutrizionali.
Tutto ciò che di norma troviamo sull’etichetta dei prodotti alimentari, deve essere riportato all’interno della scheda prodotto da pubblicare online sull’e-commerce alimentari: prestiamo attenzione alla redazione dei testi delle schede prodotto e rendiamole leggibili e accessibili.
I prodotti venduti tramite gli e-commerce alimentari sono preimballati (confezionati prima della vendita). Il Regolamento Europeo stabilisce le informazioni obbligatorie anche per questa categoria di prodotti:
- l’elenco degli ingredienti che causano allergie o intolleranze;
- la denominazione degli alimenti;
- la quantità netta dell’alimento;
- le condizioni di conservazione;
- la dichiarazione nutrizionale;
- l’elenco degli ingredienti;
- le condizioni d’uso;
- il Paese di origine.
Nel caso in cui l’e-commerce alimentari venda anche bevande alcoliche, è necessario indicare la quantità di alcool presente nella bevanda.
Per completezza d’informazione, è bene indicare anche il nome e la ragione sociale del produttore e dell’importatore.
Nel caso in cui le schede prodotto NON contengano tutte le informazioni obbligatorie previste dal Regolamento, il proprietario del sito rischia sanzioni anche pesanti.
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Vendita prodotti alimentari on-line, cosa prevede il Decreto Bersani
Il Decreto Bersani – D.Lgs n°114/1998 integrato in un momento successivo dal D.Lgs n°59/2010 -, impone i requisiti morali e professionali necessari per la vendita di prodotti alimentari online.
Cosa serve per vendere prodotti alimentari online?
Ai sensi dell’art. 71 D.Lgs. 59/2010, i titolari di uno shop online di prodotti alimentari devono soddisfare almeno uno dei seguenti requisiti professionali:
- aver frequentato il corso SAB – Somministrazione di Alimenti e Bevande -, e averlo superato con esito positivo (il SAB sostituisce il vecchio REC, Registro Esercenti il Commercio);
- negli ultimi cinque anni, aver lavorato per almeno due anni come dipendente o in proprio per un’attività di vendita o di produzione di prodotti alimentari;
- avere un diploma specifico in un corso di studi su materie attinenti al commercio, alla preparazione o alla somministrazione degli alimenti; il diploma può essere di scuola secondaria superiore, di laurea (anche triennale), o di altra scuola a indirizzo professionale almeno triennale.
La persona responsabile dell’attività di e-commerce alimentari – il titolare, il rappresentane legale, il soggetto che si occupa dell’attività commerciale -, è la figura che deve essere in possesso dei requisiti professionali.
Il Decreto Bersani stabilisce anche i cosiddetti requisiti morali, secondo i quali NON possono vendere alimenti online:
- le persone che hanno riportato una condanna per ricettazione, riciclaggio, insolvenza fraudolenta, bancarotta fraudolenta, usura, rapina, delitti contro la persona commessi con violenza o estorsione;
- le persone che hanno riportato due o più condanne, nei cinque anni precedenti all’inizio dell’attività, per delitti di frode nella preparazione e nel commercio degli alimenti previsti da leggi speciali;
- i delinquenti abituali, professionali o per tendenza, a meno che non abbiano ottenuto la riabilitazione all’attività;
- i condannati per delitto non colposo con una pena detentiva non inferiore a tre anni;
- i condannati per reati contro l’igiene e la sanità pubblica.
Il divieto di aprire un e-commerce alimentari dura per cinque anni dal giorno in cui la pena è stata scontata.
Cosa serve per vendere prodotti alimentari fatti in casa?
Molte persone scelgono di incrementare i guadagni tramite la vendita online di cibo fatto in casa. In questo contesto, il Decreto Bersani prevede che:
- il titolare dell’attività abbia frequentato un corso di formazione specifico di HACCP (Hazard Analysis of Critical Control Point) per la corretta igiene degli alimenti;
- la cucina in cui vengono prodotti gli alimenti sia dotata di attrezzature adeguate alla preparazione degli alimenti;
- ogni alimento venga etichettato secondo le norme previste dal Regolamento Europeo.
Come per tutti gli e-commerce alimentari, anche nel caso di alimenti fatti in casa il titolare dell’attività deve fornire le informazioni obbligatorie e redigere schede prodotto complete, trasparenti e comprensibili.
Regole sull’etichettatura e informazioni al consumatore
In assenza del contatto fisico diretto con il prodotto, l’etichetta diventa il principale mezzo di comunicazione tra il venditore e il consumatore. Una corretta etichettatura garantisce trasparenza e sicurezza, elementi fondamentali per costruire fiducia e soddisfare le esigenze informative dei clienti.
La normativa europea, in particolare il Regolamento (UE) n. 1169/2011, pone grande enfasi sull’informazione sugli allergeni. Questo aspetto è vitale poiché le allergie alimentari possono avere conseguenze gravi, e anche piccole quantità di un allergene possono essere pericolose. Le etichette devono quindi evidenziare chiaramente la presenza di allergeni, per esempio tramite un carattere diverso o un colore di sfondo.
Un altro aspetto importante è la provenienza dei prodotti. I consumatori sono sempre più interessati a sapere da dove provengono gli alimenti che acquistano, sia per questioni di qualità sia per considerazioni etiche o ambientali. Ecco perché è obbligatorio indicare l’origine del prodotto sulle etichette, per evitare di trarre in inganno il consumatore sulla sua vera origine.
Le istruzioni di conservazione sono altrettanto cruciali. Fornire informazioni accurate su come conservare il prodotto aiuta a garantire che mantenga le sue proprietà e sia sicuro da consumare fino alla data di scadenza. Questo include dettagli come la temperatura di conservazione o le istruzioni per il congelamento.
La leggibilità e la chiarezza delle etichette sono fondamentali. Le informazioni devono essere facilmente accessibili e comprensibili, evitando terminologie tecniche complesse. In un contesto digitale, queste informazioni devono essere chiaramente visibili anche sul sito web o sull’applicazione di e-commerce, assicurando che il consumatore possa prendere decisioni informate prima dell’acquisto.
Logistica e spedizione del processo di vendita online di cibo
La logistica e la spedizione rappresentano una parte cruciale del processo di vendita online, specialmente nel settore alimentare. Questa categoria di prodotti presenta sfide uniche a causa della necessità di mantenere la qualità e la sicurezza alimentare durante il trasporto. Vediamo alcune di queste problematice e come possono essere affrontate.
Trasporto di prodotti freschi o congelati
La vendita online di alimenti freschi o congelati richiede un sistema di logistica che assicuri il mantenimento di temperature appropriate durante tutto il trasporto. È fondamentale che questi prodotti vengano consegnati in condizioni ottimali per garantire la sicurezza alimentare e la soddisfazione del cliente. Questo implica l’uso di veicoli refrigerati e l’adozione di tecnologie che monitorino in tempo reale le condizioni di temperatura. Inoltre, è importante pianificare itinerari efficienti per ridurre i tempi di consegna, evitando così lunghi periodi di esposizione a temperature non adeguate.
Norme sul trasporto alimentare
In Italia, il trasporto degli alimenti è regolato da norme specifiche che assicurano la sicurezza e la qualità dei prodotti durante tutte le fasi del trasporto. Queste norme sono in linea con le direttive dell’Unione Europea e sono volte a garantire che gli alimenti siano trasportati in modo da prevenire contaminazioni e mantenere le proprietà nutrizionali e organolettiche. Ecco alcuni degli aspetti principali delle normative italiane sul trasporto degli alimenti:
- Catena del Freddo: Per il trasporto di prodotti freschi o surgelati, è essenziale mantenere la catena del freddo. Ciò significa che i veicoli utilizzati per il trasporto di tali prodotti devono essere dotati di sistemi di refrigerazione adeguati per mantenere la temperatura richiesta per ogni tipo di alimento.
- Igiene e Sanificazione: I veicoli e i contenitori utilizzati per il trasporto degli alimenti devono essere mantenuti in condizioni igieniche ottimali. Devono essere regolarmente puliti e disinfettati per prevenire la contaminazione dei prodotti.
- Separazione dei Prodotti: È importante che i diversi tipi di alimenti siano trasportati in modo da prevenire la contaminazione crociata. Ad esempio, gli alimenti che possono diffondere odori o che sono particolarmente sensibili agli odori devono essere trasportati separatamente.
- Tracciabilità: Le norme prevedono che ci sia una completa tracciabilità del percorso degli alimenti, dalla produzione alla consegna al consumatore finale. Questo permette di individuare rapidamente la fonte di eventuali problemi di sicurezza alimentare.
Le normative italiane sono in continua evoluzione per rispondere alle esigenze di un mercato alimentare in costante cambiamento e per garantire la massima sicurezza e qualità dei prodotti alimentari. Le aziende che operano nel settore devono quindi mantenersi costantemente aggiornate sulle normative vigenti.
Gestione delle scorte e dei magazzini
Una gestione efficiente delle scorte e dei magazzini è essenziale per garantire che gli alimenti siano spediti in condizioni fresche e sicure. Ciò richiede un attento monitoraggio delle scorte, l’utilizzo di sistemi di stoccaggio adeguati, e una pianificazione attenta per evitare sprechi e prodotti scaduti.
Gestione del reso per prodotti alimentari
I clienti che vogliono aprire un e-commerce alimentari chiedono sempre come devono gestire il diritto di recesso dei prodotti che, per natura, hanno caratteristiche molto diverse rispetto a quelli del reparto non food.
Il Codice del Consumo prevede che il venditore debba informare l’acquirente sulla possibilità di richiedere il diritto di recesso entro 14 giorni dalla data di consegna del prodotto.
In pratica, quando i clienti ricevono il prodotto alimentare a casa, hanno quattordici giorni di tempo per restituirlo.
Nel caso degli e-commerce alimentari il diritto di recesso viene meno quando la vendita riguarda:
- prodotti che sono “suscettibili di deteriorarsi o scadere rapidamente”, come i prodotti caseari (latte e formaggio), i prodotti che devono rispettare la catena del freddo, bevande e alimenti le cui caratteristiche organolettiche sono soggette ad alterazione;
- i beni sigillati “… che sono stati aperti alla consegna e che non possono essere restituiti per motivi igienici o legati alla protezione della salute”. Pensiamo a una confezione di merendine, un pacchetto di cracker o un brick del latte a lunga conservazione che vengano aperti per il consumo: se la confezione non è più sigillata, non è possibile restituire il prodotto.
In che modo possiamo capire quali sono i prodotti alimentari soggetti a diritto di recesso?
Oltre a utilizzare come sempre il buon senso, suggeriamo di fare riferimento alla data di scadenza e al Shelf Life Cycle, ovvero il ciclo di vita del prodotto.
E-commerce prodotti alimentari e privacy
La gestione dei dati personali degli acquirenti sugli e-commerce alimentari è uguale a quella degli shop online per il non food.
Il GDPR impone che i dati personali dei clienti siano raccolti e trattati in modo trasparente, sicuro e con il loro consenso informato. Le aziende devono quindi garantire che le informazioni relative alla gestione dei dati personali siano chiare e facilmente accessibili ai clienti.
La sicurezza dei dati personali è un altro aspetto fondamentale. Le aziende devono adottare misure adeguate per proteggerli da accessi non autorizzati o perdite, come l’uso di tecnologie di crittografia e sistemi di sicurezza di rete avanzati. È anche importante limitare la raccolta di dati al minimo necessario per fornire i servizi e rispettare i diritti dei clienti, come il diritto di accedere ai propri dati, richiederne la cancellazione o la portabilità.
Oltre al GDPR, le aziende devono attenersi alle leggi nazionali sulla privacy e alle normative relative al tracciamento online, come l’uso dei cookie. Questo richiede di informare gli utenti e ottenere il loro consenso prima di utilizzare tali tecnologie.
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