Discutere di siti web oggi significa inevitabilmente considerare due concetti fondamentali senza i quali la comprensione del mondo del web e delle sue dinamiche legali risulterebbe incompleta. Questi concetti sono:
- il digital divide
- l’accessibilità.
La legge italiana n. 4 del 2004, più comunemente nota come Legge Stanca, gioca un ruolo cruciale nell’affrontare e intrecciare queste questioni, creando una categoria ampia e complessa.
Il fulcro dell’argomento è l’importanza attribuita dal legislatore nel garantire a tutti gli utenti, a prescindere dalle loro condizioni di salute, l’accesso ai siti web e alle applicazioni aziendali, e quindi ai servizi e prodotti offerti sul mercato. Un’attenzione particolare è rivolta alle persone con disabilità, promuovendo lo sviluppo di tecnologie assistive che eliminino ogni forma di discriminazione nell’accesso ai contenuti online.
Questo impegno, imposto dalla Legge Stanca, attualmente riguarda le pubbliche amministrazioni e numerose grandi aziende private, e sarà esteso a tutti gli operatori economici a partire dal 2025.
È nell’interesse di chiunque gestisca un’attività e possieda un sito web o un’app accessibile agli utenti, familiarizzare con le disposizioni della legge n. 4 del 2004 e conformarsi ad esse. In caso contrario, si rischiano severe sanzioni, come costantemente ribadito dalla legge stessa.”
CONTENUTO DELL'ARTICOLO
- 1 Cos’è la Legge Stanca
- 2 I soggetti della Legge Stanca
- 3 I requisiti di accessibilità per app e siti web previsti dalla Legge Stanca
- 4 Accessibilità al contenuto del servizio da parte dell’utente
- 5 Fruibilità delle informazioni offerte
- 6 Le sanzioni comminate dalla Legge Stanca in caso di violazioni
- 7 Il significato di “digital divide” (o divario digitale)
- 8 Legge Stanca, i 22 requisiti per adeguarsi
- 9 Come Legal for Digital può supportarti nell’adeguamento alla Legge Stanca
Cos’è la Legge Stanca
La “Legge Stanca”, formalmente nota come “Legge 9 gennaio 2004, n. 4“, è una legge italiana che promuove l’accessibilità e la fruibilità dei sistemi informatici per le persone con disabilità. Prende il nome da Lucio Stanca, che era il Ministro per l’Innovazione e le Tecnologie quando la legge è stata approvata.
Questa legge mira a garantire che le persone con disabilità possano accedere alle informazioni e ai servizi forniti tramite sistemi informatici, in particolare quelli del settore pubblico. Include linee guida e standard tecnici per rendere i siti web e i software più accessibili, per esempio attraverso l’uso di testo alternativo per le immagini, la progettazione di interfacce facilmente navigabili e l’uso di formati di file accessibili.
Uno degli aspetti fondamentali della Legge Stanca è l’obbligo per i siti web delle pubbliche amministrazioni di rispettare determinati standard di accessibilità, per assicurare che tutti i cittadini, indipendentemente dalle loro abilità fisiche o sensoriali, abbiano uguale accesso alle informazioni e ai servizi online. La legge stabilisce anche controlli e sanzioni per assicurare la sua attuazione.
I soggetti della Legge Stanca
A norma dell’art. 3, comma 1, la legge 4/2004 si applica a:
- le pubbliche amministrazioni;
- gli enti pubblici;
- le aziende private concessionarie di servizi pubblici;
- le aziende municipalizzate regionali;
- gli enti di assistenza;
- agli enti di assistenza e di riabilitazione pubblici;
- le aziende di trasporto e di telecomunicazione a prevalente partecipazione di capitale pubblico e alle aziende appaltatrici di servizi informatici;
- agli organismi didiritto pubblico ai sensi dell’articolo 2, paragrafo 1, punto 4, della direttiva 2014/24/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 febbraio 2014;
- tutti i soggetti che usufruiscono di contributi pubblici o agevolazioni per l’erogazione dei propri servizi tramite sistemi informativi o internet.
È il comma 1-bis dell’articolo 3 ad aggiungere, tra i soggetti interessati dal dettato della disciplina, anche coloro i quali “offrono servizi al pubblico attraverso siti web o applicazioni mobili, con un fatturato medio, negli ultimi tre anni di attivita’, superiore a cinquecento milioni di euro”.Il quadro che si viene così a dipingere è che, allo stato attuale delle cose, la Legge Stanca interessa prevalentemente le PA e le aziende che ricoprono una posizione di un certo rilievo sul mercato. Rimane il fatto che, entro il 2025, l’obiettivo è estendere la legge 4/2004 a tutti gli operatori economici attivi senza distinzioni basate sul fatturato come previsto da Direttiva europea 2019/882.
I requisiti di accessibilità per app e siti web previsti dalla Legge Stanca
Per fornire un quadro completo, è essenziale evidenziare che la Legge Stanca va oltre la semplice definizione degli obblighi per chi deve rendere i servizi online accessibili alle persone con disabilità. Essa stabilisce dettagliatamente una varietà di criteri che devono essere rispettati da siti web e applicazioni per essere considerati accessibili.
Nello specifico, l’articolo 3bis della legge n. 4 del 2004 si concentra sulle qualità fondamentali che un servizio online deve incorporare per allinearsi ai requisiti di accessibilità. Queste qualità si concentrano principalmente sull’assicurare che gli utenti possano accedere facilmente ai contenuti del servizio e che le informazioni fornite siano chiare e facilmente fruibili.
Accessibilità al contenuto del servizio da parte dell’utente
Nel contesto della Legge Stanca, il concetto di “accessibilità” si riferisce alla capacità di rendere i servizi informatici, in particolare i siti web e le applicazioni, facilmente utilizzabili da tutte le persone, inclusi coloro che hanno disabilità.
L‘accessibilità, secondo questa legge, significa che i contenuti digitali devono essere progettati e strutturati in modo che possano essere compresi, navigati e utilizzati efficacemente anche da utenti con diversi tipi di disabilità, come quelle visive, uditive, motorie o cognitive.
Ciò implica l’adozione di misure come:
- L’inclusione di testo alternativo per le immagini
- La compatibilità con software di lettura dello schermo
- La progettazione di interfacce utente intuitive
- La garanzia che tutte le funzionalità siano accessibili tramite tastiera, oltre al mouse.
Inoltre, l’accessibilità richiede che i contenuti digitali siano presentati in formati che possono essere facilmente trasformati (ad esempio, testo ampliato, linguaggio dei segni, sottotitoli), per garantire che ogni utente possa accedere alle informazioni nel modo più adeguato alle proprie esigenze. La Legge Stanca mira quindi a eliminare le barriere digitali, assicurando l’uguaglianza nell’accesso alle informazioni e ai servizi online per tutti i cittadini, indipendentemente dalle loro capacità fisiche o sensoriali.
Fruibilità delle informazioni offerte
La fruibilità, secondo la Legge Stanca, si riferisce alla facilità e all’efficacia con cui gli utenti possono utilizzare e interagire con i servizi e i contenuti digitali. In questo contesto, fruibilità significa che i siti web, le applicazioni e altri sistemi informatici devono essere progettati in modo tale che tutte le persone, incluse quelle con disabilità, possano navigarli, comprenderli e usarli senza ostacoli.
Questo implica una serie di considerazioni nel design:
- Le informazioni devono essere presentate in maniera chiara e organizzata,
- I controlli e i comandi devono essere intuitivi, e
- Le interfacce devono essere semplici da navigare.
Per esempio, un sito web fruibile dovrebbe avere un layout coerente, testi leggibili, colori che non creano problemi a chi ha difficoltà nella percezione dei colori, e dovrebbe evitare elementi che possano causare confusione o difficoltà di interpretazione.
Inoltre, la fruibilità implica l’implementazione di funzionalità che permettano agli utenti con diverse abilità di personalizzare la loro esperienza, come la possibilità di modificare le dimensioni del testo o il contrasto dei colori.
In sintesi, la fruibilità per la Legge Stanca si concentra sull’assicurare un’esperienza utente inclusiva, efficace e soddisfacente per tutti, indipendentemente dalle capacità individuali.
Le sanzioni comminate dalla Legge Stanca in caso di violazioni
La Legge Stanca stabilisce specifiche sanzioni amministrative per gli enti pubblici che non rispettano gli standard di accessibilità nei loro siti web e servizi informatici.
Le sanzioni previste dalla Legge Stanca sono emesse da specifici organi amministrativi competenti. In particolare, il ruolo di vigilanza e controllo sull’applicazione della legge è affidato all’Agenzia per l’Italia Digitale (AgID), che ha il compito di monitorare la conformità dei siti web e dei servizi informatici degli enti pubblici con gli standard di accessibilità.Ecco un elenco dettagliato delle sanzioni previste:
Sanzioni per enti pubblici
- Mancata realizzazione di siti web accessibili: se un ente pubblico non realizza un sito web conforme ai criteri di accessibilità, è soggetto a una sanzione amministrativa che varia da 1.500 a 15.000 euro.
- Manutenzione e aggiornamento non conformi: se un ente pubblico non mantiene o aggiorna il proprio sito web secondo i criteri di accessibilità, può incorrere in sanzioni amministrative aggiuntive.
Gli enti pubblici sono tenuti a modificare i loro siti web e servizi informatici per conformarsi agli standard di accessibilità entro un periodo determinato dalla legge.
La legge prevede un sistema di controllo per verificare la conformità dei siti web degli enti pubblici e può imporre misure correttive in caso di non adempimento.
Sanzioni per soggetti privati
Per quanto riguarda i soggetti privati, la Legge Stanca si applica principalmente agli enti pubblici, ma in certi contesti può estendersi anche a privati che offrono servizi di pubblico interesse o ricevono finanziamenti pubblici. Le sanzioni specifiche per i privati dipendono dal contesto e dalla natura del servizio fornito.
L’Agenzia per l’Italia Digitale (o AgID)
L’Agenzia per l’Italia Digitale, protagonista del processo di verifica dell’accessibilità siti web e app e dell’irrogazione di eventuali sanzioni, è l’agenzia tecnica della Presidenza del Consiglio dei Ministri con il compito di agevolare lo sviluppo delle tecnologie, dell’innovazione e della crescita economica. In particolare, il suo ruolo emerge nell’accelerare e favorire il percorso di digitalizzazione di tutto il Paese.
Nell’ambito della Legge Stanca, l’AgID svolge una funzione di monitoraggio e di guida, che aiuti la maturazione di un adattamento fattivo alla norma. Non è un caso che, nel tempo, l’Agenzia abbia:
- applicato ai soggetti privati le stesse linee guida previste per le pubbliche amministrazioni in termini di accessibilità agli strumenti informatici;
- reso disponibile un modello di Dichiarazione di Accessibilità, da compilare e aggiornare sistematicamente da ogni operatore economico che utilizzi un sito web o un’applicazione;
- previsto tutta una serie di obblighi informatico-giuridici di cui le aziende sono destinatarie nella gestione dell’accessibilità siti web e applicazioni.
Si dipinge, così, un environment –e un ramo delle conseguenti necessità presenti a livello informatico– del quale la Presidenza del Consiglio ha effettivamente contezza e si sta prendendo cura.
Il significato di “digital divide” (o divario digitale)
Il concetto di “digital divide” nella Legge Stanca si riferisce alla disparità nell’accesso e nell’uso delle tecnologie informatiche e di Internet tra diversi gruppi di persone. Questa disparità può essere determinata da vari fattori, come disabilità, età, reddito, istruzione o ubicazione geografica.
Nell’ambito della Legge Stanca, il digital divide viene affrontato soprattutto sotto l’aspetto dell’accessibilità per le persone con disabilità. La legge riconosce che la mancanza di accessibilità nei servizi digitali può creare o aggravare le divisioni esistenti nella società, limitando le opportunità per le persone con disabilità di partecipare pienamente alla vita sociale, economica e culturale.
Per questo motivo, la Legge Stanca si concentra sull’eliminazione delle barriere digitali per le persone con disabilità, stabilendo standard e linee guida per rendere i siti web e i servizi informatici del settore pubblico (e, in alcuni casi, del settore privato) accessibili. L’obiettivo è ridurre il digital divide garantendo che tutti, indipendentemente dalle loro capacità fisiche o sensoriali, abbiano le stesse opportunità di accedere alle informazioni e ai servizi online. In questo modo, la legge contribuisce a promuovere un’equità digitale e un’inclusione più ampia nella società.
Legge Stanca, i 22 requisiti per adeguarsi
Come adeguarsi alla Legge Stanca? La Legge Stanca, formalmente nota come Legge 9 gennaio 2004, n. 4, stabilisce una serie di requisiti di accessibilità per i siti web della pubblica amministrazione. Questi requisiti sono stati dettagliati nelle linee guida sull’accessibilità degli strumenti informatici. I 22 requisiti principali sono:
- Testi Alternativi per le Immagini: Fornire testi alternativi per tutte le immagini, in modo che possano essere comprese anche da utenti che utilizzano lettori di schermo.
- Testo Alternativo per i Pulsanti dell’Interfaccia Grafica: Ogni pulsante deve avere un testo alternativo descrittivo.
- Mappe Immagine Client-side: Utilizzare mappe immagine client-side con testi alternativi per le aree attive.
- Tabelle: Utilizzare tabelle per presentare i dati e non per il layout del sito, con intestazioni di colonna e riga ben definite.
- Testi e Link Evidenti: Assicurarsi che i testi e i link siano chiaramente distinguibili l’uno dall’altro.
- Colori: Non utilizzare i colori come unico mezzo per trasmettere informazioni, distinguere elementi o indicare azioni.
- Documenti in Linguaggio Naturale: Identificare la lingua principale dei documenti.
- Pagine con Nuove Finestre: Evitare di aprire nuove finestre del browser senza informare l’utente.
- Titoli Chiari e Descrittivi: Utilizzare titoli chiari e descrittivi per le pagine web.
- Uso di Frame: Fornire titoli descrittivi per i frame per facilitarne l’identificazione e la navigazione.
- Freschezza dell’Informazione: Aggiornare le informazioni in modo regolare e indicare la data dell’ultimo aggiornamento.
- Associazione tra Etichette e Controlli di Form: Associare chiaramente le etichette ai controlli di form corrispondenti.
- Movimenti, Lampeggiamenti o Scorrimenti: Evitare elementi in movimento, lampeggianti o scorrevoli che possono causare disturbi o distrazioni.
- Testo Redimensionabile: Assicurarsi che il testo possa essere ingrandito o ridotto senza compromettere la funzionalità del sito.
- Contrasto e Luminosità: Garantire un adeguato contrasto tra testo e sfondo.
- Compatibilità con Tecnologie Assistive: Assicurare la compatibilità del sito con le principali tecnologie assistive.
- Uso di Script: Se presenti, gli script devono essere accessibili o devono essere fornite alternative accessibili.
- Accessibilità degli Applet e dei Programmi: Fornire alternative accessibili per applet e programmi.
- Formule Matematiche: Rappresentare le formule matematiche in modi accessibili.
- Tabulazione Ordinata: Assicurare che la sequenza di tabulazione sia logica e intuitiva.
- Informazioni su Cambiamenti di Lingua: Indicare i cambiamenti di lingua nel testo.
- Validità del Codice: Utilizzare codice HTML o XHTML validato secondo le specifiche del W3C.
Questi requisiti sono volti a garantire che i siti web siano accessibili e fruibili da tutti gli utenti, inclusi quelli con disabilità.
Come Legal for Digital può supportarti nell’adeguamento alla Legge Stanca
In questa fase, la presenza di un team legale specializzato nel diritto digitale è la soluzione più idonea per:
- avere un’azienda Legge Stanca accessibilità compliant;
- accelerare i tempi di adeguamento alle linee guida della legge 4/2004;
- eliminare nel più breve tempo possibile eventuali infrazioni, laddove l’Agenzia per l’Italia Digitale abbia dato un termine di scadenza per evitare sanzioni.
Legal For Digital è qui ad offrirti un servizio a 360° in grado di sottrarre la tua azienda ai rischi di un mancato ottemperamento alla normativa in termini di accessibilità ai siti web e app. Il nostro studio è, inoltre, in grado di dirti se la tua impresa è attualmente a rischio sanzione oppure no e di aiutarti a predisporre un piano per un rapido adeguamento al dettato della Legge Stanca.
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