Il termine “Fake news” è un’espressione inglese che si traduce in “notizie false”. Le notizie false non sono un fenomeno recente, ma con l’avvento e la diffusione della comunicazione digitale, specialmente attraverso i social media, hanno acquisito una rilevanza e un impatto enormi, talvolta persino pericolosi.
In Italia, per affrontare e monitorare questo fenomeno, è stato istituito l’Osservatorio Nazionale sulle Fake News. Il nostro co-fondatore fa parte del comitato direttivo di questo ente. Le fake news sono un fenomeno che necessita di essere contenuto, poiché la loro produzione o anche solo la loro diffusione può configurarsi come un reato.
Di fronte a questo scenario, emerge una domanda importante: le notizie false includono solo quelle completamente inventate o anche quelle che contengono solo parzialmente la verità?
In questo articolo, esploreremo se la creazione o la diffusione di una notizia falsa costituisca di per sé un reato e analizzeremo i rischi giuridici associati a queste azioni.
CONTENUTO DELL'ARTICOLO
Cosa sono le fake news o notizie false
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Le “fake news”, o notizie false, sono informazioni prive di fondamento, spesso create con l’intento di generare maggior coinvolgimento e attenzione da parte del pubblico. Queste notizie sono diffuse per vari motivi:
- Motivi economici: La creazione di fake news può avere lo scopo di aumentare il numero di clic su una pagina web, una pratica nota come “click baiting”. Queste pagine contengono frequentemente annunci pubblicitari e attirano l’attenzione con titoli sensazionali che suscitano curiosità.
- Influenzare l’opinione pubblica: Le fake news possono essere utilizzate per manipolare l’opinione pubblica su temi di attualità, come le informazioni relative alla pandemia o agli effetti collaterali dei vaccini. Un esempio storico è l’accusa rivolta a Facebook di aver influenzato l’esito delle elezioni presidenziali negli Stati Uniti attraverso la diffusione di notizie false.
- Diffamazione: Queste notizie possono anche avere lo scopo di diffamare individui o entità, non necessariamente concorrenti, ma anche soggetti privati.
Le fake news non sono sempre completamente false; a volte possono essere semplicemente imprecise. In ambito giornalistico, tuttavia, anche una piccola imprecisione non è accettabile, poiché può portare a una grave distorsione dei fatti.
La differenza tra fake news e bufale
È opportuno fare una precisazione: fake news e bufale non sono esattamente sinonimi.
La notizia falsa è riferita ad un avvenimento appena successo, quindi ha una durata limitata nel tempo. Per essere definita un fake, non è necessario che sia completamente falsa, ma basta che sia parzialmente verosimile. Come abbiamo visto, anche inserire un titolo eclatante che poi non corrisponde al contenuto è una fake news perché si genera un collegamento ingannevole. Questo purtroppo accade spessissimo ed è una cattiva abitudine anche delle testate giornalistiche più conosciute. Si ha invece un contesto ingannevole quando il fatto è accaduto realmente, ma si associano notizie false. Ad esempio se si associano foto di un evento ad un altro contesto. La notizia viene quindi manipolata.
La bufala invece non si riferisce ad un fatto reale ed è totalmente inverosimile. Ad esempio una bufala a cui molti credono a tutt’ora è quella per cui le scie chimiche sono tracce lasciate dall’aeronautica per controllare il clima.
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Creare fake news è di per sé reato?
Le fake news non sono un reato di per sé. Vale a dire che creare una notizia falsa non è un reato, così come non lo è diffondere una notizia falsa. Infatti, da più parti si auspica la promulgazione di una disciplina ad hoc, vista la preoccupante diffusione delle notizie false.
Con la disciplina attuale, la diffusione di notizie false integra la fattispecie del reato quando:
- è idonea a turbare l’ordine pubblico: è sufficiente che la notizia sia tendenziosa o esagerata e essere necessariamente falsa;
- la notizia che preannuncia disastri, infortuni o pericoli inesistenti, integra la fattispecie di reato di procurato allarme. Questa fattispecie è più grave della precedente, infatti se con il turbamento dell’ordine pubblico si rischia un’ammenda fino a poco più di 300 € o l’arresto fino a 3 mesi, con il procurato allarme si arriva a 6 mesi di arresto e più di 600 € di ammenda. Inoltre affinché si integri il reato non è necessario che la notizia sia pubblica, ma è sufficiente che arrivi agli organi pubblici addetti alla sicurezza;
- Altro reato previsto dal codice penale è l’abuso di credulità popolare, punito con la sanzione amministrativa da 5 a oltre 15mila euro, se questo abuso provoca turbamento dell’ordine pubblico;
- Il reato di divulgazione di notizie false è previsto anche per il tempo di guerra, in cui la diffusione di fake news può comportare “disfattismo politico”;
- C’è reato quando la diffusione della notizia falsa comporta un’alterazione dei mercati. In questo caso è necessario il “dolo specifico”, per cui la condotta ha l’obiettivo di turbare il mercato interno.
- La diffusione di notizie false che riguardano un soggetto può integrare il reato di diffamazione aggravata.
In conclusione, la diffusione di fake news costituisce reato solo quando c’è un nesso causale, più o meno forte, fra la notizia falsa e determinati effetti previsti dalla legge.
Creare notizie false e diffusione notizie false: c’è differenza?
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Il codice penale non distingue fra chi crea e chi diffonde la notizia falsa, probabilmente perché spesso c’è identificazione tra le due parti o perché chiunque diffonda notizie non verificate attraverso la condivisione diventa in qualche modo autore. Tanto, specie considerata la facilita con cui è possibile verificare la non veridicità del suo contenuto. Ne consegue che nessuno di noi, dopo aver contribuito alla diffusione di una fake news possa invocare l’ignoranza, l’inconsapevolezza o la buona fede.
Non solo: salvo il reato di diffamazione e il reato di alterazione dei mercati, per cui è necessario il dolo, per gli altri è sufficiente la colpa affinché si integri il reato. Cosa significa? Significa che non è necessaria la volontà di commettere un illecito, ma è sufficiente la negligenza con cui si è agito. Quindi agire senza pensare, con superficialità, non esime dall’essere colpevoli.
Come riconoscere le notizie infondate?
Ci sono piattaforme web che permettono di conoscere le notizie non verificate. Molti di essi sono gestiti dai debunker, cioè coloro che si occupano di smascherare le notizie false.
In Italia, i siti web con questo preci può scopo più conosciuti sono:
Hoaxy invece è un motore di ricerca interessante sviluppato dall’Università dell’Indiana per monitorare il comportamento sui social quando viene divulgata una notizia falsa. Quindi, non serve a smascherare le fake news ma a monitorare il comportamento dell’utenza, in particolare su Twitter.
In realtà, non è necessario ricorrere a delle piattaforme per capire se una notizia è vera oppure no. È sufficiente effettuare una ricerca su Google. Inoltre, spesso le notizie non ufficiali si riconoscono perché contengono foto prese dal web. Un altro metodo consiste nell’indagare sull’autore del contenuto, sul sito che lo ospita e sulle fonti che vengono citate.
Mantieni un atteggiamento critico rispetto a tutto ciò che leggi, soprattutto quando vedi un titolo dal tipico effetto wow. Prova inoltre a dimostrarti distaccato e razionale anche se ciò che è scritto è in linea con il tuo pensiero.
Come comportarsi in presenza di fake news?
La cosa migliore che puoi fare contro le fake news è stare fermo e, cioè, evita di contribuire alla loro divulgazione. Se sei a conoscenza di una fake news in circolazione, sappi che —eccetto il reato di diffamazione— sono tutti reati procedibili d’ufficio. Quindi chiunque può denunciarli alle autorità senza limite di tempo, compreso tu.
Il riscorso all’Open Source Intelligence per smascherate le fake news
Per Open Source Intelligence (OSINT), s’intendono tutte quelle informazioni disponibili al pubblico senza contravvenire alla legge sulla privacy. Ad esempio Wappalyzer, utilizzato da molti SEO e web designer, serve a vedere la struttura di un sito: cms, strumenti di analisi, widget, sistema operativo e così ancora altri elementi.
Oltre a questo tool, ne esistono altri per verificare la provenienza di immagini, video. Per scoprire l’ID di account Facebook e Twitter di un account. Uno dei migliori tool di Open Source Intelligence è Maltego, il permette di raccogliere informazioni sul web e verificare se c’è stato un furto d’identità. Viene spesso utilizzato per monitorare gli attacchi informatici.
Ecco la dimostrazione del fatto che non manchino gli strumenti alla portata di tutti che consentono di capire se quella che leggiamo è una notizia vera oppure no.
Le conclusioni in tema di fake news
Tutti possiamo fare qualcosa per combattere la disinformazione. La divulgazione di fake news tende ad essere virale, perché questo tipo di notizie agiscono sul bias (o pregiudizio) di conferma. Cioè, si tende a considerare vero tutto ciò che è in linea con le nostre idee. Tuttavia, mettere mi piace o ancor peggio condividere una notizia è un gesto che oggi può avere forti conseguenze. Se non hai pochi minuti per verificare la veridicità di ciò che stai per divulgare, evita di farlo.
Se è vero che divulgare fake news non è di per sé un reato, è anche vero che molte aziende private e pubbliche prevedono sanzioni disciplinari anche pesanti per i collaboratori che contribuiscono alla divulgazione di notizie false.
Quindi, oltre a essere un dovere sociale quello di non contribuire alla diffusione di fake news, chiediti se quando hai firmato il contratto con il tuo datore di lavoro non hai firmato anche una social media policy o un codice di condotta.
