Hai un’azienda innovativa e ti affidi spesso a collaboratori esterni per sviluppare nuovi progetti? Sei un freelance che collabora con le aziende in attività di ricerca e sviluppo? O sei un dipendente con la passione per l’innovazione? Questa guida fa per te.
Sempre più spesso le invenzioni nascono dalla collaborazione tra aziende e professionisti esterni, o dall’intuizione di dipendenti creativi.
Ma in questi casi, a chi appartengono i diritti sull’invenzione? Come si tutelano gli interessi di tutti i soggetti coinvolti? E quali sono le regole da seguire per una gestione corretta e vantaggiosa dell’innovazione?
Te lo spieghiamo in questo articolo. Capirai come funziona la ripartizione dei diritti tra azienda e inventore, sia nel caso dei collaboratori esterni che in quello dei dipendenti. E avrai tutti i suggerimenti utili, da entrambe le prospettive, per affrontare al meglio la gestione delle invenzioni in azienda.
CONTENUTO DELL'ARTICOLO
- 1 Cos’è un’invenzione industriale
- 2 Di che è l’invenzione del collaboratore freelance?
- 3 Sei un freelance: cosa sapere per gestire al meglio le tue invenzioni
- 4 Cosa fare con l’invenzione del freelance? Suggerimenti per le aziende
- 5 Invenzione del lavoratore dipendente
- 6 Focus: il contratto di collaborazione
- 7 Tutela delle invenzioni
- 8 Cosa può fare Legal for Digital per tutelare la tua invenzione
Cos’è un’invenzione industriale
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Cosa si intende esattamente per invenzione industriale?
In sostanza, si tratta di una soluzione nuova e originale a un problema tecnico, che può essere realizzata o utilizzata in ambito industriale. Può trattarsi di un nuovo prodotto, una macchina innovativa, un processo produttivo all’avanguardia, una formula chimica inedita o anche un software rivoluzionario. In pratica, tutto ciò che rappresenta un’idea creativa applicabile nel mondo dell’industria.
Tuttavia, non tutte le invenzioni possono essere tutelate legalmente. Per ottenere protezione, devono soddisfare alcuni requisiti fondamentali:
- La novità: l’invenzione non deve essere già nota al pubblico, altrimenti perde il suo carattere innovativo.
- Deve implicare un’attività inventiva, cioè non deve essere una soluzione ovvia o banale per un esperto del settore.
- L’invenzione deve anche avere un’applicazione industriale, ossia deve poter essere prodotta o utilizzata concretamente in uno o più settori dell’industria.
- Infine, c’è il principio della liceità: l’invenzione non deve essere contraria alla legge, all’ordine pubblico o al buon costume. In altre parole, non sono ammesse soluzioni illecite o contrarie ai principi etici, per quanto geniali possano apparire.
Se un’invenzione rispetta tutti questi criteri, allora può accedere alle diverse forme di tutela previste dall’ordinamento, come il brevetto o il segreto industriale. Ma di questo parleremo in seguito. Per ora, l’importante è aver chiarito il concetto di invenzione industriale e le condizioni per poterla proteggere.
Di che è l’invenzione del collaboratore freelance?
Arriviamo al dunque: partiamo dal caso delle invenzioni realizzate da collaboratori esterni all’azienda, come liberi professionisti, consulenti o lavoratori a partita IVA.
La regola base, introdotta dalla Legge 81/2017 (il Jobs Act degli autonomi), è che i diritti di utilizzazione economica derivanti da invenzioni realizzate nell’esecuzione del contratto spettano al lavoratore autonomo, eccetto il caso in cui l’attività inventiva sia prevista come oggetto del contratto e specificamente remunerata.
In altre parole, salvo diverso accordo, il freelance manterrà la titolarità della propria invenzione, potendo decidere se e come sfruttarla economicamente. Al committente rimarrà solo un eventuale diritto di utilizzazione, non esclusiva e non trasferibile, per i soli scopi indicati nel contratto (art. 4 co. 2 L. 81/2017).
L’unico modo per il committente di acquisire la piena titolarità dei diritti sull’invenzione è dunque quello di prevedere espressamente l’attività inventiva come oggetto (anche non esclusivo) del contratto di collaborazione, remunerandola in modo specifico. In tal caso, i diritti di sfruttamento economico passeranno al committente, ferma restando la paternità morale dell’invenzione in capo al collaboratore-inventore.
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Esempio d’invenzione del collaboratore freelance
Immagina di essere un’azienda che ingaggia un ingegnere freelance per sviluppare un nuovo macchinario. Se nel contratto non c’è un riferimento esplicito all’attività inventiva e un compenso ad hoc, i diritti sul macchinario rimarranno all’ingegnere. Se invece il contratto dice chiaramente che l’incarico include lo sviluppo di invenzioni e prevede un corrispettivo per questo, allora i diritti passeranno all’azienda committente.
In ogni caso, però, il collaboratore avrà sempre il diritto di essere riconosciuto come autore dell’invenzione.
Sei un freelance: cosa sapere per gestire al meglio le tue invenzioni
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Se sei un lavoratore autonomo impegnato in un’attività inventiva per un cliente, ecco alcuni suggerimenti pratici per affrontare la situazione in modo consapevole e tutelato.
Prima di tutto, dedica la massima attenzione alla redazione del contratto con il committente. È fondamentale che definisca in modo preciso e univoco se e come l’attività inventiva rientra nell’oggetto dell’incarico, a chi spettano i relativi diritti di utilizzazione economica e gli eventuali compensi aggiuntivi.
Nel corso dell’attività inventiva, poni cura nel documentare ogni fase del processo creativo: appunti, schizzi, bozze, scambi di comunicazioni con il cliente. Questa documentazione potrà servire sia a dimostrare la tua paternità dell’invenzione in caso di contestazioni future, sia a ricostruirne i passaggi salienti qualora decidessi di brevettarla.
A questo proposito, cerca di comprendere fin da subito se e come il committente intende proteggere l’invenzione (brevetto, segreto industriale, modello, ecc.). Queste informazioni ti saranno utili per impostare al meglio il tuo lavoro e per negoziare eventuali benefici economici nel caso in cui l’invenzione abbia un significativo successo commerciale.
Se i diritti di sfruttamento economico dell’invenzione rimangono in capo a te, valuta attentamente l’opportunità di procedere in autonomia alla sua brevettazione. Si tratta di una scelta che comporta costi e impegno non trascurabili, oltre alla necessità di definire una strategia efficace per la valorizzazione dell’invenzione. Occorre quindi ponderare con attenzione vantaggi e svantaggi di questa opzione.
Un altro aspetto delicato riguarda il rischio di violare diritti di proprietà intellettuale o industriale di terze parti nello sviluppo dell’invenzione. Per minimizzare tale rischio, è consigliabile effettuare preventivamente alcune ricerche brevettuali e di anteriorità, in modo da identificare eventuali ostacoli legali alla libera utilizzazione dell’invenzione.
Anche se l’invenzione non viene brevettata, è comunque importante adottare adeguate misure per preservarne la riservatezza, quali accordi di confidenzialità con i soggetti coinvolti e cautele tecniche e organizzative. Qualora si riscontrino utilizzi abusivi da parte di terzi, è bene attivarsi tempestivamente per far valere i propri diritti nelle sedi opportune.
Nel caso in cui l’attività inventiva veda il coinvolgimento di più soggetti (es. un team di freelance o il committente stesso), è altamente consigliabile definire in via preventiva le quote di contitolarità dei diritti e le concrete modalità di gestione degli stessi, in modo da prevenire l’insorgere di conflitti.
Infine, un suggerimento di carattere generale: può essere molto utile monitorare costantemente la pubblicazione di bandi e programmi pubblici di sostegno alla ricerca e all’innovazione, a livello locale, nazionale ed europeo. Queste iniziative possono rappresentare occasioni preziose per reperire risorse finanziarie e partnership qualificate per lo sviluppo di progetti innovativi, anche in collaborazione con il committente.
Cosa fare con l’invenzione del freelance? Suggerimenti per le aziende
Se sei un’azienda che collabora con esterni, il suggerimento principale è di affrontare il tema delle invenzioni già nel contratto.
È fondamentale stabilire in modo chiaro e dettagliato se e come l’attività inventiva rientra nell’oggetto dell’incarico affidato al collaboratore. Allo stesso modo, occorre definire esplicitamente a chi spetteranno i diritti sull’invenzione eventualmente realizzata e come saranno ripartiti gli eventuali proventi derivanti dal suo sfruttamento economico.
Non dimenticare di prevedere anche un eventuale compenso aggiuntivo per il collaboratore, a fronte del suo impegno inventivo.
Infine, è bene includere nel contratto specifici obblighi di riservatezza e di comunicazione a carico di entrambe le parti, per tutelare la confidenzialità dell’invenzione e gestire in modo trasparente le informazioni rilevanti. Una buona clausola contrattuale sulle invenzioni ti eviterà brutte sorprese e possibili contenziosi in futuro.
Invenzione del lavoratore dipendente
Come anticipato, il quadro normativo è parzialmente diverso per le invenzioni dei lavoratori subordinati.
Tipologie di invenzioni dei lavoratori
La legge distingue tre diverse tipologie di invenzioni realizzate in costanza di un rapporto di lavoro subordinato (art. 64 CPI):
1. Invenzioni di servizio: l’attività inventiva rientra tra le mansioni del lavoratore ed è retribuita come tale. I diritti patrimoniali spettano al datore di lavoro.
2. Invenzioni aziendali: l’attività inventiva non rientra tra le mansioni, ma l’invenzione viene realizzata nell’esecuzione del rapporto di lavoro. I diritti patrimoniali sono del datore, al lavoratore spetta un equo premio.
3. Invenzioni occasionali: l’invenzione è realizzata al di fuori dell’attività lavorativa, ma ricade nel campo di attività del datore. I diritti sono del lavoratore, ma il datore ha un diritto di opzione.
Di chi è l’invenzione del lavoratore dipendente?
Qui trova applicazione l’art. 64 CPI, in combinato disposto con l’art. 2590 c.c., che ricollega l’attribuzione dei diritti al tipo di invenzione realizzata.
In estrema sintesi:
- Nelle invenzioni di servizio i diritti patrimoniali sono del datore di lavoro, al lavoratore spetta solo il diritto morale;
- Nelle invenzioni aziendali i diritti patrimoniali sono ancora del datore, ma al dipendente-inventore spetta un equo premio;
- Nelle invenzioni occasionali i diritti restano al lavoratore, salvo il diritto di opzione del datore.
È comunque possibile derogare a tale disciplina con apposite clausole contrattuali, che ridefiniscano la ripartizione dei diritti o le condizioni di attribuzione dell’equo premio. Anche qui, dunque, un’accurata redazione del contratto di lavoro subordinato permette di tutelare al meglio gli interessi di entrambe le parti.
L’equo premio per l’invenzione del dipendente
Nell’ipotesi delle invenzioni aziendali, al lavoratore spetta un “equo premio”, ulteriore rispetto alla retribuzione, che compensi il suo apporto creativo. L’art. 64 co. 2 CPI precisa che il diritto sorge al momento del rilascio del brevetto o dell’inizio dello sfruttamento in regime di segretezza.
L’ammontare del premio andrà quantificato tenendo conto di vari fattori, tra cui l’importanza dell’invenzione, le mansioni del dipendente, la sua retribuzione e il contributo ricevuto dall’organizzazione aziendale. Possono fornire indicazioni in merito anche i contratti collettivi.
Quanto al trattamento fiscale e contributivo, dottrina e giurisprudenza qualificano pacificamente l’equo premio come reddito da lavoro dipendente, con l’applicazione delle relative ritenute.
Il diritto all’equo premio si prescrive in 10 anni dal rilascio del brevetto o dall’inizio dello sfruttamento dell’invenzione.
Focus: il contratto di collaborazione
Sia per i collaboratori autonomi che per i dipendenti, il contratto riveste un ruolo fondamentale nel delineare il regime delle invenzioni realizzate in costanza di rapporto. Le parti, infatti, possono concordare pattuizioni specifiche che integrino o deroghino la disciplina legale, purché nei limiti dell’ordinamento.
In particolare, nel caso dei freelance, il contratto rappresenta lo strumento per attribuire al committente i diritti di utilizzazione economica che, in base all’art. 4 L. 81/2017, spetterebbero di default al lavoratore autonomo. Affinché ciò avvenga, è necessario che il contratto:
- Contempli esplicitamente l’attività inventiva tra le prestazioni oggetto dell’incarico, descrivendola in modo chiaro e preciso;
- Preveda un compenso specifico per lo svolgimento di tale attività;
- Disciplini la ripartizione dei diritti morali e patrimoniali sull’invenzione;
- Stabilisca obblighi di riservatezza a carico del collaboratore.
Anche per i dipendenti, il contratto di lavoro può modulare il regime delle invenzioni, ad esempio ridefinendo le condizioni di attribuzione dell’equo premio o il riparto dei diritti.
In ogni caso, una buona clausola contrattuale in materia di invenzioni dovrebbe specificare:
- La riconducibilità dell’attività inventiva alle mansioni contrattuali;
- L’attribuzione dei diritti morali e patrimoniali;
- L’eventuale compenso/premio aggiuntivo per l’inventore;
- Obblighi di riservatezza, fedeltà e tempestiva comunicazione;
- Eventuali diritti di opzione e termini di esercizio;
- Modalità di gestione di eventuali contenziosi.
L’inserimento di previsioni chiare e puntuali, preferibilmente con l’ausilio di un legale, consente di prevenire incertezze e conflitti, tutelando gli interessi di entrambe le parti del rapporto.
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Tutela delle invenzioni
Una volta realizzata un’invenzione industriale, sia da parte di collaboratori che di dipendenti, è fondamentale per l’azienda assicurarsene un’adeguata protezione giuridica. A disposizione ci sono diversi strumenti, ciascuno con le sue peculiarità:
– Il brevetto: offre un monopolio ventennale di sfruttamento economico dell’invenzione in un determinato territorio, in cambio della sua divulgazione. È lo strumento principe per le invenzioni industriali con spiccata portata innovativa.
– Il modello di utilità: una registrazione semplificata per invenzioni con minore impatto inventivo, ma che migliorano l’efficacia o la comodità d’uso di prodotti già noti. Dura 10 anni e può essere una valida alternativa al brevetto per innovazioni incrementali.
– Il design: tutela l’aspetto esteriore distintivo di un prodotto (forme, colori, materiali), se nuovo e con carattere individuale. Dura 5 anni rinnovabili fino a 25 e può cumularsi al brevetto per prodotti dal design innovativo.
– Il diritto d’autore: protegge la forma espressiva originale di opere dell’ingegno come software, banche dati, disegni tecnici. Sorge automaticamente con la creazione e dura fino a 70 anni dopo la morte dell’autore. Utile per invenzioni basate su codice o geografie.
– Il segreto (know-how): consente di mantenere riservati informazioni e processi chiave dell’invenzione, senza limiti di durata ma senza una tutela legale contro l’utilizzo da parte di terzi. Indicato per tecnologie difficili da replicare o in rapida evoluzione.
La scelta dello strumento di tutela dipende dal tipo di invenzione, dal suo potenziale di sfruttamento e dalla strategia aziendale. Non è raro combinare più forme di protezione per la stessa invenzione (es. brevetto + design, o brevetto + segreto sugli aspetti non divulgati).
In ogni caso, è raccomandato adottare rigorose misure di sicurezza e confidenzialità per prevenire divulgazioni non autorizzate, specie se l’invenzione non è (ancora) brevettata.
Cosa può fare Legal for Digital per tutelare la tua invenzione
Sia per le aziende che per i freelance, comunque, la gestione delle invenzioni è una materia complessa, che richiede spesso l’assistenza di un esperto. Ogni caso è diverso e va valutato nelle sue specifiche circostanze.
L’importante è inquadrare correttamente la situazione, definire una strategia chiara e adottare le giuste precauzioni legali e gestionali. Solo così l’invenzione potrà diventare un’opportunità di crescita e soddisfazione per tutti i soggetti coinvolti.
Una corretta impostazione dei rapporti contrattuali, in primis con i freelance, rappresenta lo strumento più efficace per governare il processo inventivo commissionato all’esterno, consentendo di contemperare le esigenze di tutela degli investimenti aziendali con gli incentivi alla creatività dei collaboratori.
Perciò, il suggerimento conclusivo per imprenditori e manager è quello di approfondire questa tematica con l’aiuto di avvocati esperti in proprietà intellettuale, e di mettere in atto le misure necessarie per valorizzare e proteggere al meglio il proprio patrimonio inventivo.
