Il contratto di consulenza si stipula fra un professionista, il consulente, e un’azienda. Siamo quindi nell’ambito del B2B dove vige la massima libertà delle parti contrattuali. Proprio per questa ragione, dove non interviene la legge per tutelare la parte debole, come invece avviene spesso nel B2C, la tutela è affidata totalmente al contratto stesso.
Anche la forma del contratto è libera, quindi il contratto consulenza può essere orale o scritto. Ma come sempre raccomandiamo la forma scritta, perché in caso di controversie, il contratto costituisce la prova dell’accordo.
Se invece è la Pubblica Amministrazione che si avvale del supporto di un consulente esterno, allora il contratto di consulenza professionale deve avere forma scritta per essere valido.
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Contratto di consulenza cos’è
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Legalmente il contratto di consulenza si inquadra come contratto di prestazione d’opera intellettuale.
Il consulente si avvale dei propri mezzi e strumenti che organizzerà in funzione delle indicazioni fornite dal soggetto committente. Nulla vieta che la prestazione preveda anche una parte di opera manuale, ma questa deve essere una minima parte rispetto all’intera obbligazione.
Il professionista può essere un consulente iscritto ad apposito albo, come previsto dal codice civile quando disciplina le professioni intellettuali, oppure un professionista per cui non è richiesta l’iscrizione ad un albo, come ad esempio il consulente di marketing.
Il tipo di contratto comunque non cambia nella sostanza, visto che la disciplina su molti aspetti è analoga.
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Contratto di consulenza: le caratteristiche essenziali
Le caratteristiche principali del contratto di consulenza sono che l’accordo non fa nascere alcun vincolo di subordinazione tra le parti. Quindi il professionista organizzerà la gestione dell’incarico con i propri mezzi. Inoltre l’esecuzione della prestazione è prevalentemente personale.
Le altre caratteristiche del contratto di consulenza sono:
- è un accordo consensuale;
- è un contratto a prestazioni corrispettive, per cui il committente pagherà un prezzo in cambio della prestazione del professionista;
- è opportuno che il consulente si impegni per un’obbligazione di mezzo e non di risultato. Quindi una volta portata a termine la prestazione il professionista avrà adempiuto ai suoi obblighi.
- è un servizio che si svolge una tantum. Infatti in caso di prestazione d’opera continuativa si deve prendere in considerazione un altro tipo di contratto che è quello per l’erogazione di servizi continuativi.
- oggetto del contratto può essere una consulenza legale, una consulenza di marketing, una consulenza con affiancamento in azienda, ma anche una consulenza tecnica di qualsiasi genere. Quindi l’ambito di applicazione è molto ampio.
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Contratto di consulenza: tutelare il professionista
In questo tipo di contratto la legge lascia molta libertà alle parti circa l’oggetto dell’accordo, ma è nell’interesse delle parti stesse che venga scritto tutto in maniera dettagliata, per evitare che sorgano equivoci durante l’esecuzione della prestazione.
Come ha detto un nostro cliente, il contratto che noi formuliamo è “uno scudo impenetrabile”, ed è in quest’ottica che devono essere stipulati tutti i contratti di consulenza e di prestazione di servizi.
Premesso questo, ci sono molti punti che devono non essere trascurati quando nel contratto consulenza si andrà ad inserire l’oggetto:
- Il tipo di attività che viene svolta: ad esempio un affiancamento in azienda per formare in merito ad un processo lavorativo. Oppure può essere una consulenza di marketing on-line per l’elaborazione di una strategia completa, o di un funnel. Può essere una consulenza focalizzata sul personal branding e sull’ottimizzazione del profilo LinkedIn. Una consulenza legale legata al diritto del web può essere richiesta da un’azienda che si affaccia per la prima volta al mondo del web. Oppure può essere richiesta per formare i dipendenti in merito all’approccio ai social. Quindi la consulenza può essere fine a se stessa o propedeutica ad un’azione successiva, come spesso accade per le start-up. Nella descrizione del tipo di attività bisogna essere molto precisi.
- Se il consulente si avvale di determinati strumenti come slide, reportistica, tool specifici, è bene scriverli nel dettaglio affinché si possono avere dei parametri per valutare la diligenza del professionista. Infatti anche se un consulente non è iscritto ad appositi albi si presuppone che per la professione che svolge abbia determinate conoscenze e competenze.
- Come viene organizzata l’attività:
- Quante ore sono previste,
- Viene svolta on-line o in azienda,
- In quest’ultimo caso, va definito anche se è previsto un rimborso spese
- Eventuale cancellazione del programma: entro quanto il committente può annullare l’appuntamento senza incorrere in penali. E trascorso questo tempo, come vengono calcolate eventuali penali.
- Materiale: sicuramente il consulente avrà delle slide, o degli audit o dei report sui dati aziendali. È previsto che vengano consegnati al cliente? Se sì, è nell’interesse del consulente porre dei limiti ai diritti d’uso del cliente sul materiale consegnato. Può richiedere che venga mantenuto riservato. Può vietarne la divulgazione e la commercializzazione.
- Rimborso spese di viaggio e anticipazione spese per l’esecuzione della prestazione, devono essere definiti nel contratto.
Oltre a questo, quello che noi consigliamo al consulente che vuole dare un valore aggiunto alla sua professionalità, è di allegare al contratto l’NDA. Con l’NDA infatti, il consulente si impegna a mantenere riservate le informazioni aziendali di cui viene a conoscenza nello svolgimento del proprio incarico.
Questo documento è utile con le grandi aziende che richiedono la consulenza. Spesso queste aziende cercano di imporre il loro format di contratto di consulenza aziendale. Purtroppo questi format hanno delle clausole estremamente penalizzanti per il libero professionista per varie ragioni. Abbiamo visto liberi professionisti a cui era stata chiesta l’esclusiva sulle slide del consulente, slide su cui il professionista gode del diritto d’autore e che soprattutto sono lo strumento del suo lavoro.
Per evitare di essere la parte debole del rapporto, il professionista stesso deve presentarsi con il suo contratto, ed un contratto ben fatto e tutelante per entrambe le parti. Avere in allegato già l’NDA può favorirlo nell’accettazione del contratto stesso da parte dell’azienda.
“Io e la mia socia Valeria ci siamo rivolte a Legal for Digital per la realizzazione dei contratti della nostra nuova agenzia di comunicazione e abbiamo sempre trovato puntualità, chiarezza, professionalità e competenza in tutti i professionisti con i quali ci siamo interfacciate. Sicuramente Legal for Digital rimarrà il nostro referente per qualsiasi questione legal legata alla nostra società!”

Federica Mutti
Cofounder agenzia MUNU
Contratto di consulenza: check-list
Andiamo a vedere tutto quello che deve prevedere il contratto consulenza professionale:
- chi sono le parti contrattuali e inserimento dei dati identificativi;
- data di inizio e data di fine;
- oggetto del contratto con tutte le specifiche che abbiamo visto;
- corrispettivo: deve essere definito se la prestazione viene pagata a ore o a progetto. E le modalità di pagamento. Se ci sono delle spese, devono essere anticipate dal committente;
- subappalto: se il professionista si avvale del supporto di esterni, è necessaria l’approvazione del cliente. Quindi la relativa clausola deve essere inserita nel contratto;
- diritto di recesso: in virtù del rapporto fiduciario che è alla base di questo tipo di contratto, il committente dovrebbe essere libero di rinunciare alla prestazione in qualunque momento, senza giustificato motivo, pagando l’intera prestazione. Mentre il professionista può recedere se il committente è venuto meno ai suoi obblighi;
- proprietà intellettuale: definire cosa viene trasferito al committente. Ovvio che se la consulenza prevede un’analisi SWOT ad esempio, deve essere trasferita al cliente dietro pagamento di un prezzo a parte rispetto alla consulenza in sé stessa;
- Informativa privacy per il trattamento dati personali del cliente/committente;
- foro competente: per cui vige il principio di libertà delle parti.
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Conclusione: il contratto di consulenza fac simile non serve
Il contratto di consulenza deve essere redatto sulla base del tipo di servizio svolto, e su misura per il processo lavorativo del professionista.
Non va assolutamente sottovalutata l’importanza del contratto come asset aziendale. Ricorda che in caso di controversia con il committente il contratto consulenza professionale è l’unico strumento che può tutelarti.
Considera anche che per avere un contratto veramente efficace, in grado di prevedere e prevenire ogni possibile contrattempo, ti devi rivolgere ad uno studio legale che sia specializzato nelle materie che sono il tuo lavoro.
Legal for Digital, ha redatto moltissimi contratti di consulenza, visto che i marketer in molti casi svolgono anche questo ruolo. Oltretutto noi stessi svolgiamo consulenze legali online e in azienda, quindi siamo ben consapevoli di quello che è necessario inserire nell’accordo con il committente.
Non ti rimane che contattarci per avere il contratto di consulenza su misura per te!
