Contratto di hosting: quando si decide di fare un sito web per la nostra attività, la prima cosa da fare è scegliere l’host provider.
Infatti il significato di hosting è “ospitare”, riferito al server web che ospiterà la nostra piattaforma.
Un web host o web hosting provider è l’azienda che fornisce ai gestori di siti internet la tecnologia necessaria per essere visibili sulla rete.
Il rapporto di collaborazione è regolato dal contratto di hosting.
CONTENUTO DELL'ARTICOLO
Contratto di hosting: inquadramento giuridico
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Il contratto hosting è un contratto atipico, vale a dire che non trova un’apposita disciplina nel codice civile.
È un contratto di fornitura di servizi continuativi, quindi ha tutte le caratteristiche specifiche di questo tipo di accordo.
Quelle che ci interessano di più sono:
- è un contratto a prestazioni corrispettive: il fornitore hosting eroga un servizio in cambio di un canone periodico;
- è un contratto di durata;
- nel caso specifico si tratta di un contratto di appalto;
- oggetto del contratto: è la prestazione di un servizio continuativo.
Contratto di hosting: chiariamo alcuni termini
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Hosting definizione: l’hosting è un servizio fondamentale perché permette di acquistare lo spazio sul server in cui andiamo a posizionare il nostro sito. Senza server il sito non avrebbe una “casa”, quindi non sarebbe visibile sul web.
L’hosting deve però anche fornire delle garanzie in termini di stabilità e sicurezza. Si può scegliere tra tante piattaforme proprio perché i servizi offerti sono diversi e così pure le fee da pagare periodicamente.
Quindi l’hosting è il servizio offerto, mentre il server è la piattaforma che ospita il sito, e viene detto anche host.
Gli hosting sono di 4 tipi:
- Condivisi: sullo stesso server ci sono più clienti. È un pò come un condomio invece della casa singola. Spesso sono scelti dai siti vetrina, bloggers.
- Virtual Private Server: anche se sei all’interno di uno spazio condiviso, hai dei servizi in esclusiva
- Server dedicato: hai tutto per te. Quindi massima potenza, sicurezza e risorse esclusive
- Cloud Hosting: acquisti solo quello che ti serve in quel momento. Sono servizi ad hoc per curare il sito nei minimi dettagli.
Vanno poi distinti gli hosting gratuiti da quelli a pagamento. I primi ovviamente offrono servizi molto basilari, e non si può pensare di utilizzarli per tutta la durata della vita del sito web.
Chi è il web host provider?
L’hosting provider è l’azienda fornitrice che ti permette di acquistare il servizio di hosting. Infatti il provider ha i server di sua proprietà o di locazione, e sono contenuti in un Data Center esterno.
I provider di hosting spesso includono il servizio di registrazione del dominio. Ma il dominio è diverso dall’hosting. Entrambi sono però necessari per mettere on-line un sito web.
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Contratto di hosting: l’oggetto
Oggetto del contratto di hosting è la messa a disposizione da parte del fornitore di servizi, dello spazio sul server necessario all’utente per allocare le sue pagine web.
Da questo derivano una serie di responsabilità a carico del fornitore del servizio, che variano anche in funzione dei servizi aggiuntivi proposti dal provider.
L’oggetto del contratto deve essere specifico per questi aspetti:
- le caratteristiche di hardware, software, e spazio che viene fornito sul server;
- deve garantire la connessione del server a internet;
- deve dichiarare e garantire una specifica velocità di trasmissione, che deve essere superiore alle connessioni domestiche;
- fornire le credenziali di accesso al cliente;
- assicurare la continuità del servizio.
Questi sono i contenuti minimi che deve avere un contratto di hosting.
Poi se ci sono servizi aggiuntivi, vanno inseriti sempre nell’oggetto:
- spesso si ha un unico contratto di hosting web e servizio email;
- può essere incluso il servizio di back-up periodico;
- la registrazione del dominio.
Modello contratto di hosting: le clausole
Tenendo conto del valore economico che ha un sito internet, e che questo valore cresce con l’andare del tempo essendo un vero e proprio investimento di marketing, è fondamentale la scelta dell’hosting. Anche se è sempre possibile fare una migrazione, è opportuno rivolgersi ad aziende che diano garanzie e che prevedano un’assistenza efficace ed efficiente.
Normalemente i provider si avvalgono dell’utilizzo di un modello di contratto di hosting che utilizzano per tutti i clienti e che modificano in relazione al pacchetto di servizi che ognuno sceglie di acquistare.
Quali sono le clausole che non possono mancare?
- I dati identificativi delle parti;
- La durata del contratto, con possibilità di inserire la clausola vessatoria del rinnovo automatico. In questo caso bisogna prevedere un termine entro il quale le parti possono comunicare l’intenzione di disidire l’accordo;
- Oggetto del contratto come visto sopra;
- Importo del corrispettivo e modalità di pagamento;
- Nomina del provider come responsabile esterno del trattamento dati, in conformità al GDPR. Con tutte le specifiche in merito a
- finalità del trattamento dati
- durata del trattamento
- tipologia di dati trattati;
- Esoneri di responsabilità in merito ai contenuti pubblicati. In questo caso è opportuno specificare che l’hosting provider non effettua alcun controllo sui contenuti in via preventiva. Ma se il provider sospetta che i contenuti sono illeciti, deve avvisare l’autorità e collaborare per le indagini. E in caso affermativo provvederà a rimuoverli.
- Informativa privacy;
- Clausola risolutiva espressa in caso di mancato pagamento del corrispettivo e previsione espicita della possibilità da parte del provider di mettere il sito offline. Prevedere questa possibilità nel contratto evita al provider di essere citato in giudizio dal cliente che ha subito un danno economico per la messa offline del sito;
- Clausola di riservatezza che impedisce al provider di divulgare informazioni riservate;
- Foro competente in caso di controversia.
In realtà nella maggior parte dei casi i contratti di hosting vengono conclusi non fra provider e cliente finale, ma fra provider e agenzia web. Quest’ultima acquisterà o un pacchetto contenente più spazi, o un server come macchina.
Poi l’agenzia web rivenderà i singoli spazi ai suoi clienti stipulando a sua volta un contratto di hosting web.
“Mi sono affidata a Legal for Digital diverse volte ormai e sono sempre rimasta soddisfatta. Così soddisfatta, anzi, dalla competenza e velocità di tutto il team, che ho consigliato lo studio anche ai miei clienti che avevano bisogno di supporto legale. Ormai lo studio è il mio punto di riferimento e consiglio a tutti di affidarsi al team dell’Avv. Vercellotti.”

Alice Niro
Copywriter freelance
Le responsabilità dell’hosting provider
Oltre a parlare di contratti hosting, è opportuno definire quali sono le responsabilità del provider in ambito civile e penale. Infatti uno degli elementi giuridicamente più rilevanti è che sui server vengono salvati dei dati da parte dei titolari dei siti web.
La figura dell’hosting provider è stata disciplinata prima in ambito comunitario e poi nazionale. Viene definito provider il fornitore di servizi internet che esercita l’attività a livello imprenditoriale.
La direttiva comunitaria, recepita in Italia nel 2003, si preoccupa di disciplinare i casi in cui vengono commessi illeciti attraverso i server gestiti dal provider. Il riferimento è a tutti i reati che vengono commessi sulla rete, come cyberbullismo, diffamazione, furto d’identità ecc…
I principi fondamentali in merito a questa tematica sono:
- il provider non è responsabile dei reati commessi da terzi attraverso l’uso del servizio di hosting. A meno che il provider stesso non fosse stato a conoscenza del contenuto che sarebbe stato pubblicato sul sito;
- L’azienda che fornisce il servizio di hosting non ha neppure un obbligo di sorveglianza su ciò che viene fatto sui suoi server;
- Il provider non risponde dell’illecito se rimuove il contenuto appena viene a conoscenza della sua esecuzione;
- Il provider ha un obbligo di informare le autorità appena viene a conoscenza dell’illecito ed è tenuto a collaborare al massimo per rintracciare l’autore.
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Contratto di hosting: quando serve il legale?
Le agenzie web hanno due opzioni rispetto al provider: comprare degli spazi, magari un pacchetto su cui può avere delle agevolazioni. Oppure acquistano il server e diventa essa stessa host provider. In questo caso con il provider viene concluso un contratto di housing. In quest’ultimo caso il provider si impegna a fornire l’infrastruttura necessaria per gestire il server del cliente/web agency.
Poi è la web agency stessa che rivende ai suoi clienti lo spazio sul server. Ed è qui che è opportuno l’intervento del legale specializzato nel diritto del web, affinché monitori che nel contratto tra web agency e cliente finale vengano inserite le clausole viste sopra:
- obbligo di non caricare contenuti illeciti;
- sospensione del servizio se i contenuti costituiscono un illecito;
- obbligo per l’agenzia di informare l’autorità giudiziaria se viene a conoscenza del fatto che è stato caricato sul sito web materiale non lecito, e consegna degli accessi all’autorità stessa.
Poi nell’oggetto del contratto dovranno esserci le stesse clausole che sono presenti nel contratto di hosting originario stipulato tra provider e agenzia web.
