La Legge n. 12/2019 definisce lo smart contract come
“Un programma per elaboratore che opera su tecnologie basate su registri distribuiti e la cui esecuzione vincola automaticamente due o più parti sulla base di effetti predefiniti dalle stesse”. Inoltre è necessario che “soddisfino il requisito della forma scritta previa identificazione informatica delle parti interessate”
Questa definizione è strettamente legata a quella di blockchain, che è solo uno dei modi attraverso cui si possono utilizzare i “contratti intelligenti”.
La blockchain 2.0 ha permesso l’utilizzo di questo tipo di accordi al massimo delle sue potenzialità. Vediamo perché e quali sono le possibilità di utilizzo.
CONTENUTO DELL'ARTICOLO
Che cosa sono gli smart contracts
Gli smart contracts sono detti anche applicazioni distribuite. La loro peculiarità è di essere interamente digitali e non necessitano d’intermediari.
Gli smart contract sono uno strumento che si presta bene per lo scambio di beni, che siano criptovalute, denaro, azioni.
Sebbene oggi si senta molto parlare di questo tipo di contratti, in relazione alla blockchain e alle transazioni di NFT, in realtà questa espressione è stata utilizzata per la prima volta a metà degli anni ’90.
Fu Nick Szabo a definire cosa fossero gli smart contract, e nel 1997 pubblicò un documento dettagliato. Tuttavia mancava la tecnologia che ne permettesse l’utilizzo in tutte le loro potenzialità.
È grazie alla tecnologia blockchain che si realizza la possibilità di mettere in atto il progetto di Szabo.
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Caratteristiche degli smart contract blockchain
Quando si parla di contract smart legato alla blockchain, ci si riferisce soprattutto agli smart contract conclusi su Ethereum, che è una delle tante piattaforme blockchain, ma che è seconda solo a Bitcoin blockchain per capitalizzazione.
Ethereum rappresenta l’evoluzione della blockchain bitcoin perché introduce il sistema della programmabilità grazie all’utilizzo degli smart contracts. Ma non solo, rispetto il grande vantaggio della blockchain Ethereum rispetto a Bitcoin Blockchain, è che consente a chiunque di eseguire programmi su di esso, quindi è molto più versatile.
Pensiamo alle ICO: mentre sulla blockchain si possono eseguire transazioni solo di bitcoin, su Ethereum si può generare un numero indefinito di token, perché è molto più versatile.
Perché gli smart contract generano obbligazioni in capo alle parti?
L’obbligo di adempimento è dato dal “consenso” di tutti i partecipanti affinché venga validato l’accordo.
Ethereum è una blockchain pubblica, open source, in cui ogni smart contract è conservato in tutti i nodi.
Chiunque può creare e distribuire uno smart contract su una blockchain, basta versare la commissione che consente al registro distribuito di funzionare.
Lo smart contract “eredita” alcune caratteristiche della blockchain
- Non è modificabile, e questo può essere un pro ma anche un contro. Cosa succede se c’è un errore nella redazione?
- È distribuito e validato dalla blockchain, quindi non c’è bisogno di un intermediario legale che validi ad esempio il pagamento di una rata del prestito.
- Non può essere perso, perché è conservato nel registro distribuito
- La validità non ha un limite territoriale
- Non è revocabile
- Risponde ai requisiti della trasparenza, e non è soggetto a interpretazione.
Contratti smart e NFT
Gli NFT hanno avuto un forte impatto nel mondo del gaming e dell’arte, la c.d. cryptoart. In entrambi i casi grazie agli smart contract c’è un trasferimento di proprietà.
Questo non significa però che se l’NFT è la rappresentazione di un’opera artistica reale, si trasferisce anche il diritto di proprietà intellettuale.
Lo smart contract non produce l’effetto di trasferire il diritto di sfruttamento della proprietà intellettuale sull’opera reale, in capo all’acquirente del non fungible token.
L’effetto si produce solo sull’NFT che, una volta acquistato può essere rivenduto. Ma non accade nulla all’opera artistica reale, che solo il titolare del diritto d’autore può trasferire.
I contratti di trasferimento di NFT devono essere ben chiari nel definire che ciò che è oggetto del contratto è il token. E ciò che può essere oggetto di trasferimento di proprietà intellettuale è il token.
La commercializzazione (minting) di NFT conviene perché di solito si stabilisce che il pagamento al licenziante venga fatto in royalties. Più transazioni cii sono più l’NFT acquisisce valore e le royalties aumentano a favore del licenziante.
Questo è il motivo per cui molti artisti, gli unici ad essere titolari del diritto di sfruttamento dell’opera intellettuale, creano opere d’arte digitali.
E quando scade la licenza cosa succede? Lo smart contract deve prevedere che il licenziatario non può più fare attività di minting.
Caratteristiche degli smart contracts rispetto ai contratti tradizionali
Gli smart contract possono rientrare nella definizione di contratto prevista nell’art. 1321 c.c.?
Il codice civile definisce il contratto come
Il contratto è l’accordo di due o più parti [c.c. 1420, 1446, 1459] per costituire, regolare o estinguere tra loro un rapporto giuridico patrimoniale.
Il Libro IV definisce poi i requisiti del contratto e le modalità di conclusione dello stesso. In merito ai requisiti può destare qualche problema la richiesta della forma scritta del documento informatico.
In realtà il problema era già stato risolto nel 2017, anno in cui viene integrato e modificato il Codice dell’Amministrazione digitale.
In merito alla validità del contratto digitale si stabilisce che, nei casi in cui per il contratto è richiesta la forma scritta, questa può essere sostituita dalla sottoscrizione con firma digitale, qualificata o avanzata.
Per quanto riguarda l’accordo negoziale, per la cui validità il codice civile richiede che ci sia perfetta corrispondenza nelle volontà delle parti.

I “contratti intelligenti” possono sostituire i contratti tradizionali?
Ossia sono fattispecie che possono creare obbligazioni e diritti in ogni ambito, ed essere quindi una fattispecie autonoma?
Tradurre l’espressione smart contract con contratto, può essere fuorviante.
È vero che l’utilizzo combinato di smart contract e blockchain si traduce in garanzia di sicurezza, trasparenza e adempimento. Ma è anche vero che non tutte le clausole contrattuali possono tradursi in linguaggio informatico.
Infatti il linguaggio informatico non è flessibile.
Diciamo che gli smart contract sono adatti per tutte quelle clausole if/then che prevedono che se si realizza una condizione, si verificano determinate conseguenze.
Si potrebbe addirittura pensare al testamento sotto forma di smart contract, evitando tutte le pratiche della successione. Ma non sarebbe possibile esercitare il diritto alla rinuncia alla successione.
Ad oggi si può prevedere come integrazione di quasi tutti i contratti tradizionali, ma non la totale sostituzione.
Si possono tradurre in formato digitale quelle clausole che prevedono un adempimento.
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Esempi di smart contracts
In ambito assicurativo alcune compagnie di volo hanno concluso su Ethereum smart contract per cui se si verifica un ritardo del volo in automatico parte il rimborso, senza che il passeggero assicurato debba fare alcuna azione per dimostrare il suo diritto. La differenza tra utilizzare un semplice programma informatico e un contratto decentralizzato è che quest’ultimo garantisce ai contraenti trasparenza e tracciabilità.
Alcuni studi legali hanno introdotto il servizio di tutela della proprietà intellettuale tramite smart contract.
Lo smart contract viene utilizzato con sempre più frequenza per la raccolta fondi tramite ICO.
In ambito immobiliare per l’acquisto di una casa non è necessario coinvolgere intermediari, pagare commissioni ecc. Tutto questo grazie al fatto che la piattaforma blockchain, decentrata, fa sì che una transazione si verifica solo se si è portata a conclusione l’altra precedente. Si tratta del meccanismo di cui abbiamo detto: if this, then that.
Non dimentichiamo poi l’uso degli smart contract per creare applicazioni decentralizzate, che consentono di effettuare operazioni finanziarie complesse con le criptovalute.
Poiché il principio è questo, allora lo smart contract è applicabile in tutti i contratti che prevedono una transazione: contratto d’appalto, transazioni finanziarie. Può sostituire gli assegni o le cambiali, visto che può essere programmato affinché l’esecuzione avvenga in un secondo momento. Quindi si può definire una data per sbloccare una somma di denaro.
Si prevede comunque che l’uso di questi strumenti entrerà sempre più nel quotidiano, dalla realtà digitale alla realtà fisica.
