Cosa s’intende per NFT illeciti o NFT contraffatti?
Sappiamo che grazie alla tecnologia blockchain gli NFT garantiscono la proprietà, l’autenticità e l’unicità dell’opera che certificano.
Eppure gli e-commerce sempre più spesso si trovano a dover ritirare dal mercato gli NFT contraffatti:
l’e-commerce di marketplace Cent ha bloccato l’attività di vendita NFT, e OpenSea ha dovuto ritirare dal commercio l’80% dei token realizzati con il free minting perché erano contraffatti.
CONTENUTO DELL'ARTICOLO
- 1 Uso illecito di NFT, cosa s’intende
- 2 NFT e diritto di proprietà intellettuale: le falle
- 3 NFT contraffatti per violazione del marchio
- 4 NFT illeciti per violazione diritto d’autore
- 5 Digitalizzazione e prova di autenticità dell’opera
- 6 NFT illeciti, i rimedi
- 7 Conclusione per combattere gli NFT illegali
Uso illecito di NFT, cosa s’intende
Quando si parla di uso illecito degli NFT, si fa riferimento al conio di non fungible token in violazione dei diritti di proprietà intellettuale.
Quindi i casi d’illiceità si possono verificare per
- Violazione di un marchio registrato, quindi contraffazione del marchio;
- Chi ha coniato l’NFT di un’opera artistica reale non è proprietario dell’opera che certifica;
- Chi ha generato l’NFT non è titolare dei diritti di sfruttamento economico dell’opera;
- L’account che si registra alla piattaforma blockchain è falso.
Gli NFT stanno spopolando, quindi era prevedibile che attorno a un business che sta muovendo grandi quantità di denaro, si cercasse di speculare. Intanto le denunce per contraffazione e violazione del copyright sono sempre più frequenti.
Abbiamo visto il caso della contraffazione del marchio dell’iconica borsa Birkin, nell’articolo sul Metaverso e diritto di proprietà intellettuale.
Nello stesso articolo abbiamo visto come la Fondazione dell’artista Basquiat ha bloccato la vendita dell’NFT da parte del proprietario dell’opera reale per violazione del diritto d’autore.
L’e-commerce di NFT Cent ha interrotto l’attività per la quantità di NFT contraffatti che circolavano. Lo ha comunicato il CEO dell’azienda in una lettera.
Cent è l’e-commerce che ha venduto il primo tweet di Jack Dorsey.
L’e-commerce ha deciso di cessare l’attività di conio di NFT in attesa di una regolamentazione.
NFT e diritto di proprietà intellettuale: le falle
I fatti dimostrano due cose:
- Non c’è un sistema certo che garantisca che il soggetto che vende NFT abbia i requisiti per farlo. Vale a dire che non c’è certezza che sia titolare del marchio oppure del diritto d’autore dell’opera che viene tokenizzata;
- Non è garantito che l’NFT non sia la tokenizzazione di un oggetto a sua volta contraffatto;
Come abbiamo già visto nell’articolo dedicato alla crypto art, solo nel caso in cui sia l’artista stesso a creare l’opera digitale – originale creativa e innovativa – direttamente in formato NFT, e sia lui stesso a cedere tutti o parte dei diritti d’autore attraverso lo smart contract, si può essere abbastanza certi che non ci sia alcuna violazione. Questo perché inserendo i dati sulla blockchain è come se andasse ad apporre la firma sull’opera.
Diverso è il caso in cui l’opera sia stata sottoposta a processo di digitalizzazione e tokenizzazione da parte di terzi, come nel caso del disegno di Basquiat: se viene trasmesso un diritto di cui non si è titolari fin dall’origine, la tokenizzazione non sana il vizio.
Ascolta il podcast
NFT contraffatti per violazione del marchio
Gli NFT sono contraffatti quando
- vengono coniati in violazione di un marchio registrato;
- sono la tokenizzazione di un oggetto che nella realtà è contraffatto.
I casi in cui ciò avviene sono molteplici: anche Nike ha recentemente intentato una causa per la riproduzione delle sue sneakers da parte dell’e-commerce StockX.
Se l’NFT è la riproduzione di un oggetto contraffatto, quindi le informazioni inserite all’origine sono false o sbagliate, lo smart contract andrà a confermare e tramandare le informazioni non veritiere in ogni passaggio di proprietà successivo.
NFT illeciti per violazione diritto d’autore
Qualora a creare l’account sia un venditore e non un artista, ad oggi non c’è un sistema attraverso cui si possa verificare che il venditore dell’NFT sia il reale titolare dei diritti di proprietà intellettuale sull’opera reale.
La prima questione da porsi è chi è autorizzato alla digitalizzazione delle opere d’arte?
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Digitalizzazione opere d’interesse pubblico
Il processo di digitalizzazione viene promosso da anni a livello comunitario. Secondo l’UE è un modo per valorizzare le opere d’arte perché permette una fruizione dei beni a largo raggio. Pensiamo ad esempio alle mostre virtuali.
A livello legale la digitalizzazione è considerata alla stregua della riproduzione.
Ci chiediamo quindi chi è il soggetto autorizzato a digitalizzare/riprodurre l’opera creativa?
Il Codice dei Beni Culturali stabilisce che la riproduzione a fini commerciali deve essere autorizzata dall’Ente che ha in consegna il bene pubblico, dietro pagamento di un canone.
Opere protette dalla legge sul Diritto d’autore
Non è detto che chi detenga materialmente il bene sia anche titolare del diritto di riprodurre/digitalizzare l’opera.
Nel caso in cui siano trascorsi oltre 70 anni dalla morte, sia quindi decaduto il diritto morale d’autore, e l’opera sia diventata di pubblico dominio, il concetto non cambia: il processo di tokenizzazione a fini commerciali deve essere autorizzato dall’attuale detentore dei diritti di sfruttamento economico dell’opera d’ingegno.
Digitalizzazione e prova di autenticità dell’opera
Un altro tipo d’illecito che abbiamo visto, è quello per cui l’opera d’arte che viene tokenizzata non è originale ma è contraffatta.
Sorge quindi la questione di come garantire che l’opera è originale.
L’art. 64 del Codice dei beni culturali stabilisce
Chiunque esercita l’attività di vendita al pubblico, di esposizione a fini di commercio o di intermediazione finalizzata alla vendita di opere […], o comunque abitualmente vende le opere o gli oggetti medesimi, ha l’obbligo di consegnare all’acquirente la documentazione che ne attesti l’autenticità o almeno la probabile attribuzione e la provenienza delle opere medesime.
Se nel caso dell’autentica “cartacea” è possibile effettuare una perizia grafologica sulla firma dell’autore, con lo smart contract ciò non è possibile e c’è anche il rischio concreto che un soggetto terzo rispetto all’autore si spacci per quest’ultimo immettendo sul mercato dei falsi.
Può un brand con marchio registrato vincere una causa qualora vengano coniati non fungible token illeciti?
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NFT illeciti, i rimedi
La responsabilità delle piattaforme NFT è paragonabile a quella dei provider di servizi: l’e-commerce non è tenuto a vigilare se sul proprio sito web sono presenti contenuti illeciti. Tuttavia dal momento in cui il titolare del diritto violato diffida la piattaforma, questa non può più avere un ruolo passivo.
I mezzi che ha a disposizione il titolare del diritto di proprietà intellettuale sono
- Diffida a rimuovere account e contenuti autorizzati;
- Procedimento cautelare se la diffida non ha esito positivo, con pignoramento degli NFT.
Se l’esito del procedimento accerta che gli NFT sono contraffatti, in base a ciò che prevede la normativa sulla proprietà intellettuale, tutti gli NFT dovrebbero essere ritirati. Non solo quelli in vendita ma anche quelli già venduti.
Non dimentichiamo poi che la direttiva sul Copyright responsabilizza le piattaforme che ospitano contenuti protetti dal diritto d’autore. Infatti le piattaforme web hanno l’obbligo di bloccare i contenuti coperti dal copyright. Hanno un ruolo attivo e sono soggette a sanzione per violazione del copyright.
Ma è davvero possibile rimuovere gli NFT venduti, viste le caratteristiche della blockchain? Ed è possibile procedere al pignoramento in via cautelativa nel caso di esecuzione forzata?
E i consumatori che hanno acquistato gli NFT che ruolo hanno?
Per rispondere a questi quesiti attendiamo gli esiti delle controversie in corso.
Conclusione per combattere gli NFT illegali
Affinché il caos cessi è necessario che vengano adottati standard condivisi.
Sono molteplici i fattori che rendono difficile la regolamentazione degli NFT.
Ad esempio il fatto che il token non contenga al suo interno l’oggetto che riproduce, può essere l’esimente per produrre qualsiasi cosa perché non influisce sul prodotto reale.
Una soluzione per i brand che subiscono la contraffazione del marchio potrebbe essere quella di reagire creando i propri NFT ufficiali. Ma non tutti sono disposti ad acquisire questa mentalità di smaterializzazione.
Come altre iniziative imprenditoriali e di marketing, gli NFT richiedono una solida strategia legale che potrebbe a breve rallentare il boom degli NFT illeciti.
